Al centro del paese sorge il seicentesco Palazzo Bargnani,
poi dei conti Dandolo e ora sede del Municipio. Alla
sua destra vi è la chiesetta Bargnani, ex cappella
dei Dandolo: una costruzione originale di forma ellittica,
con pala d'altare attribuita alla Scuola del Moretto
(Alessandro Bonvicino da Rovato, detto il Moretto, 1498-1554).
I Dandolo, patrioti del Risorgimento italiano, sono
sepolti nel locale cimitero e la loro tomba venne eseguita
dal ticinese Vincenzo Vela (1820-1891).
La chiesa parrocchiale, eretta nel 1769, conserva un
trittico cinquecentesco della Scuola del Romanino (Girolamo
Romano da Brescia, 1484-1566), opere lignee dei Fantoni
(i Fantoni - una famiglia di Rovetta, Bergamo - operano
nei secoli XVII e XVIII), decorazioni a stucco del Settecento
e una lunetta raffigurante Salomè.
La quattrocentesca chiesa di Santa Maria in Favento,
recentemente restaurata, conserva interessanti affreschi
dei secoli XV-XVI.
Il Santuario della Madonna della Neve - riedificato
nella forma attuale da Gaspare Turbini nel XIX secolo
- conserva lavori d'intaglio di Andrea Fantoni.
Tra le ville signorili, si segnala quella della famiglia
De Riva, di
tipo inglese, costruita nell'Ottocento dall'architetto
Antonio
Tagliaferri (Brescia 1835-1909).
BORNATO
Notevoli sono i resti del castello duecentesco che,
dall'alto di una collina, domina la pianura circostante.
Particolarmente interessate è il "salone
delle adunanze", dove si possono ammirare decorazioni
prospettiche del Sorisene (attivo dal 1671 al 1683)
e figure di Pompeo Ghitti (1669).
Tra le ville signorili, degne di nota sono la seicentesca
Villa Rossa, arricchita da una maestosa scalinata marmorea,
e la Villa Secco d'Aragona.
Nella chiesa parrocchiale sono rilevanti le soase e
il tabernacolo in legno di Gaspare Bianchi (sec. XVIII);
una tela di Francesco Paglia (1636-1713), raffigurante
il Salvatore e il martirio di San Bartolomeo; una Passione
di antonio Paglia (1680-1747); una tela con San Carlo
e San Francesco del Baciocchi (1658); una Madonna con
Sant'Anna e San Gioacchino di Angelo Paglia (1681-1763);
un Battesimo di Gesù di Francesco Giugno (1574-1651).
BRIONE
L'attuale chiesa parrocchiale - costruita su una precedente
chiesa negli anni 1915-18, su disegno del Trombetta
- è un falso romanico.
Inserito sulla porta centrale si trova un frontale del
1603.
All'interno conserva una tela attribuita a Grazio Cossali
(Brescia 1563-1630), raffigurante la Madonna del Rosario
fra alcuni Santi. All'altare del Sacro Cuore vi sono
stucchi del secolo XVII.
CALINO
La chiesa parrocchiale - completata nel 1768 - conserva
una soasa lignea e un altare di Gaspare Bianchi, una
tela di Santo Cattaneo (1739-1819) raffigurante l'Ultima
Cena, e affreschi del Teosa (1758-1848).
Architettonicamente rilevante è la rinascimentale
Villa Maggi (già dei conti Calini), costruita
nel Cinquecento, al cui interno vi sono due stanze affrescate
da Lattanzio Gambara (1530-1574).
CAMIGNONE
La chiesa parrocchiale fu innalzata nel XV secolo,
mentre il suo allargamento e la gradinata di accesso
risalgono alla seconda metà dell'Ottocento. Successivamente
verrà restaurata e decorata dal Rubagotti di
Coccaglio e dal Tagliaferri di Lecco.
La chiesa di Valenzano, dedicata a Sant'Alessandro e
ora di proprietà privata, conserva chiare linee
romaniche, anche se i lavori di restauro del secolo
scorso l'hanno deturpata.
CAPRIOLO
La chiesa parrocchiale, a tre navate, fu eretta nel
Seicento e ampliata nel primo Novecento. Al suo interno
sono conservate tele raggifuranti la "Resurrezione",
attribuita al Romanino (1484-1566), e il "Martirio
dei Santi Gervasio e Protasio", attribuito a una
Scuola veneta del Cinquecento.
Di rilevante interesse sono le ville della famiglia
Lantieri, originaria di Paratico, che venne a stabilirsi
in Capriolo nel XIV secolo.
CASTEGNATO
Iniziata alla fine del Seicento e ultimata nei primi
decenni del Settecento, la chiesa parrocchiale - ampliata
nel 1922 - conserva opere interessanti: una serie di
dodici figure di apostoli, attribuiti alla settecentesca
Scuola dei Paglia; il "Martirio di San Giovanni
Battista" del 1687, attribuito a Giacomo Ferraboschi;
la pala dell'altar
maggiore, attribuita a Santo Cattaneo (1739-1819). Di
particolare interesse è il portale principale
della chiesa, in pietra bianca, portante una statua
di Giovanni Battista scolpita nel 1729 da Antonio Callegari.
CAZZAGO
L'attuale chiesa parrocchiale venne costruita nella
prima metà del Settecento sull'area della precedente
e fu consacrata nel 1756 dal Patriarca di Antiochia,
conte Lodovico Calini di Calino. Di particolare rilevanza
è la pala dell'altar maggiore, raffigurante la
Vergine con San Vincenzo Ferrari e i Santi Faustino
e Giovita, attribuita al veneziano Palma il Giovane
(1544-1628).